Il cervello riconosce la relazione di coppia sicura?

Il cervello riconosce quando ci sentiamo sicuri nella relazione con il partner?

Una recente ricerca ha evidenziato che la scelta matrimonio è correlata a numerosi benefici per la salute che non si presentano nei soggetti che hanno scelto la convivenza.

Lo studio afferma che le cellule cerebrali (neuroni) sono costantemente in uno “stato d’allerta” se non percepiscono un adeguato coinvolgimento da parte del partner nel vivere la relazione di coppia.

Il nuovo studio ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale (fMRI) per esaminare il cervello di conviventi e coniugi eterosessuali, così come le coppie dello stesso sesso, la metà delle quali si consideravano sposate, nonostante la mancanza di riconoscimento giuridico. I risultati  della ricerca mostrano che alcune aree del cervello tollerano meglio lo stress quando il soggetto è  insieme al partner. 

Lo studio pubblicato nel 2006, da Coan (Professore di Psicologia Clinica all’Università della Virginia), aveva scoperto che le donne sposate se sottoposte ad una leggera scossa elettrica, manifestavano una minore attivazione dell’ipotalamo, se in quel momento erano mano nella mano con il marito rispetto  a quando tenevano la mano di un estraneo oppure erano da sole.

L’effetto si è verificato nell’ipotalamo, la ghiandola del cervello che aiuta a regolare alcune delle risposte del corpo allo stress, tra cui l’aumento della pressione sanguigna.

Nella prima ricerca c’erano solo 16 partecipanti, tutte donne sposate, così i ricercatori hanno deciso di replicarla aumentando il numero dei soggetti e inserendo anche coppie di conviventi eterosessuali ed omosessuali. Attualmente in Virginia,  il matrimonio gay non è legale, per cui nessuna delle coppie dello stesso sesso si è sposata, tuttavia, la metà delle coppie si definiscono tali con amici, familiari e conoscenti, l’altra metà hanno dichiarato di vivere insieme.

La ricerca successiva conferma i risultati?

Nel nuovo studio, Coan ed i suoi colleghi, hanno ampliato il campione a 54 coppie, i risultati della ricerca precedente sono stati confermati anche per le coppie di conviventi.

Tutte le coppie hanno affrontato la stessa procedura sperimentale: i soggetti durante la risonanza magnetica  erano sottoposti ad una scossa elettrica lievemente dolorosa, mentre erano mano nella mani con il partner.

Anche in questo caso, lo studio ha trovato che quando le coppie tenevano per mano, l’ipotalamo della persona minacciata con la scossa ha una reazione minore, rispetto a quando si tenevano per mano con uno sconosciuto o  con nessuno. Sorprendentemente, però, lo stesso effetto valeva per le coppie omosessuali che si consideravano sposate, anche se non erano giuridicamente diverse rispetto alle coppie dello stesso sesso che si consideravano essere conviventi.

Matrimonio o convivenza?

Coan afferma che c’è un effetto prevedibile di  notevole regolazione nelle coppie sposate che non si rileva  nelle coppie conviventi.

Le coppie sposate e conviventi mostrano reazioni simili in funzione della durata della loro relazione e  del livello di soddisfazione nel rapporto, quindi ciò che fa differenza  sembra essere come le persone considerano la propria relazione di coppia: sicura e stabile oppure vulnerabile e temporanea.

I membri delle coppie dello stesso sesso che affermano che “vivono insieme” ma non si sentono profondamene impegnate ed emotivamente coinvolte nella relazione, secondo Coan: “Significa che si sta mantenendo in modo esplicito una certa distanza emotiva”.

Ciò è sufficiente per segnalare al cervello che non si può manifestare la risposta allo stress al proprio partner, in altre parole, lo studio suggerisce che le persone non riescono a fidarsi pienamente del loro partner, se non considerano sicuro il legame con esso.

Tuttavia, poiché le coppie omosessuali  dimostrano che  il beneficio emotivo non deriva dal riconoscimento giuridico o religioso della coppia, ma  piuttosto considerare a sé stessi come pienamente impegnati nella relazione è il fattore discriminante.

Una coppia convivente potrebbe riconoscere i vantaggi del matrimonio senza la licenza di matrimonio,  afferma Coan, ma è meno probabile dato che le persone che preferiscono la convivenza al matrimonio,  scelgono di non essere vincolati nel rapporto.

Il matrimonio, dichiara Coan, è un modo molto potente  di comunicare impegno al vostro partner, un vincolo dal quale è difficile uscire, ed è proprio questo che il cervello cerca per percepire il legame come stabile, sicuro e affidabile.

 Fonte: livescience.com

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